26 Nov, 2020

CHE FINE FANNO GLI INDUMENTI USATI RACCOLTI DAI CASSONETTI COLLOCATI DALLA COOPERATIVA?
Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

faqParliamo di un tema molto importante. Sull’argomento, infatti, sono pochi i cittadini che dicono di avere le idee chiare, e spesso circolano notizie o informazioni errate, parziali e quasi sempre fuorvianti. Si aggiunga poi anche la questione degli abiti raccolti direttamente dalle Parrocchie e della destinazione di quelli che avanzano dalla distribuzione che esse fanno ai poveri.
L’indumento usato gettato nei nostri cassonetti o portato nell’ecostazione è considerato un rifiuto urbano. Va quindi trattato come tale e il suo trasporto deve rispettare tutte le complesse e rigorose leggi che regolano la gestione dei rifiuti urbani.

Chi recupera gli indumenti dai cassonetti?
La raccolta dal cassonetto degli indumenti può essere fatta solo da soggetti autorizzati e che possiedono i requisiti per trasportare rifiuti. La cooperativa San Martino ha questi requisiti ed è l’unico soggetto autorizzato ad occuparsi di questa raccolta nei comuni di: Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa, Calenzano, Campi Bisenzio, Bagno a Ripoli, Tavarnelle val di Pesa, Barberino Valdelsa, San Casciano in Val di Pesa, Impruneta, Greve in Chianti, Rignano, Figline e Incisa Valdarno, Fiesole, Borgo San Lorenzo, Vaglia, Vicchio, Scarperia e San Piero a Sieve, Barberino di Mugello, Poggio a Caiano, Carmignano e di tutto il Circondario Empolese Valdelsa, grazie ad uno specifico contratto con Alia S.p.A.
Grazie a questa convenzione con l’azienda municipalizzata Alia S.p.A., la San Martino è autorizzata a posizionare in strada i propri cassonetti (che sono di sua proprietà) e diventa così proprietaria anche di ciò che i cittadini mettono nei cassonetti stessi.
Per questo motivo la nostra Cooperativa può vendere quanto raccolto, ma ciò che vende è a tutti gli effetti un rifiuto urbano e non può essere in nessun modo regalato a parrocchie, associazioni o a singole persone.

Come funziona la raccolta?
Il giorno stesso della raccolta, gli indumenti raccolti devono essere trasportati presso impianti autorizzati alla gestione di questo tipo di rifiuto.
Questo è ciò che gli operatori della cooperativa San Martino fanno ogni giorno:
* raccolgono gli indumenti usati dai cassonetti
* scaricano gli indumenti raccolti ad alcune ditte specializzate (di solito nell’area di Prato).
Gli indumenti scaricati vengono quindi venduti a peso, ad un prezzo molto variabile che dipende dalla qualità degli stessi e dal periodo.

Come vengono utilizzati i proventi della vendita?
Il ricavato del servizio serve innanzitutto a coprire i costi di gestione e del personale della cooperativa, in modo da permetterle di perseguire la sua missione, che non è quella di raccogliere rifiuti ma di inserire al lavoro persone “svantaggiate” (6 operatori sui 14 totali addetti alla raccolta appartengono, infatti, a questa categoria indicata dalla legge 381/91, mentre diversi altri hanno una storia di vita difficile). Quello che resta del ricavato viene dato alla Caritas Diocesana di Firenze per contribuire alla realizzazione di alcune sue attività (mense, centri di accoglienza, ecc.).
Le ditte che acquistano tale rifiuto si occupano di selezionarlo nelle varie tipologie possibili (dagli indumenti di prima scelta al pezzame fino allo scarto vero e proprio) e, smaltito quanto non commercializzabile, vendono gli abiti selezionati non più come rifiuto ma come indumento usato (1° e 2° scelta ottenuta al termine dell’operazione di recupero). La maggior parte di questi indumenti selezionati prende la via dei paesi dell’Africa, dell’Est Europa, del Sudamerica, dell’Asia. Una piccola parte, invece, può essere canalizzata verso i mercatini dell’usato italiani. È per questo motivo che non dobbiamo scandalizzarci se ritroviamo sul banco di un mercato dell’usato un capo che avevamo messo dentro un cassonetto.